Orwell

“Circus dogs jump when the trainer cracks his whip, but the really well-trained dog is the one that turns his somersault when there is no whip.”

post coitum electionis

Ciò che doveva essere è stato. Nulla di più.
Solo un leggero troppo peso di voti sul PdL che non mi sarei aspettato, ah già, ma io sono un inguaribile ottimista. Cosa se ne deduce? Da che? Dalla putrefazione del PD solo tanto tanfo. Che poi il dieci per cento degli elettori abbiano votato la lista di Monti questa sì che è pornografia! Wow… che genia di sodomiti!
Meraviglioso… ho quasi i conati di vomito. D’altronde non mi finisco mai di stupire, sebbene sia pluridecennalmente avvezzo a ciò, a come di colpo ci si renda conto in seno al main stream di quello che era già chiaro da tempo. Come al solito in ritardo, come al solito troppo tardi. E del senno del poi ci riempiamo le fosse anche stavolta. E per quello che riguarda l’economia ora si comincia a parlare in modo che solo un mese fa sembrava una bestemmia.

C’è da esserne contenti? No, perché vuol dire solo che il danno, quello vero, ormai è fatto e adesso gli stringe il culo a tutti.

Vota Antonio, vota Antoniooo….

Credo che tutti abbiano più ragione di me. I loro discorsi sono così perfetti, autoreferenziali. Nessuna sbafatura relazionale. Monadi autarchiche di senso. La ragione prevede l’uso massivo della logica e la logica, se funziona, è padrona del campo. Regina Terrae. L’uso massivo della Logica da parte di tutti gli schieramenti è tale che alla fine, impantanati nelle loro costruzioni sintattiche, si finisce nel cercarsi di sputtanarsi con mezzucci e a sputarsi addosso insulti da bassifondi. Eppure la Storia dovrebbe essere insegnata fin dalle elementari… una volta era così, o sbaglio? Abbiamo tutti perso un’occasione buona anche stavolta. Ma dietro la maschera del ruolo scelto, o adottato, cosa succede? che relazione hanno tutti questi soggetti pontificanti con il proprio subconscio, o ancora più importante: che intimità ha questa gente con l’inconscio collettivo?

Io sento anche stavolta la catastrofe incipiente. Non porto sfiga: cerco solo di non lasciarmi plagiare dai discorsi fatti bene e dalla logica asservita alla pesuasione. Che mostri senza volere, spero, stanno richiamando dagli abissi stavolta?  Da quali meschine pulsioni ingovernate della propria Ombra sono inconsapevolmente guidati?

Ovvio che il gioco tra vittima e carnefice funziona solo se la vittima impersona il suo ruolo con zelo. Ma temo quello, i nostri compatrioti votanti, siano ben inclini a giocarlo. Non ci sono vie di uscita per il momento.

Ed ogni giorno che passa ci si sveglia sempre di più con un pessimo saporaccio in bocca.

Le bleu du ciel

Le blue du ciel

Il risucchio dell’alta pressione
strappa lo sguardo fittile
da eroe greco morto
silhouette nera su fondo rosso
dal marciapiede logoro della quotidianità
riconosco l’abbagliante sfolgorio
dell’avventura nel celeste concavo
invernale
ma dov’è la tensione viva dell’essere
la torsione estrema del colpo
caricato
l’eterna ricerca della reliquia sacra?
Il troppo ossigeno mi stordisce
la troppa luce mi abbacina
il mio cuore è fiacco
la mia anima rinsecchita
basta appena a sopravvivere
alla vuota corvè da caserma piemontese
che ci dispensa l’odierna Storia
un respiro più profondo
denoterebbe una non gradita
vitalità ai padroni del mondo
ma come si fa a nascondersi
nelle pieghe umide di questa
malsana realtà per anni
senza inzupparsi le ossa
fino a rendere l’anima fradicia?
Anima?

Il servo perfetto non possiede anima.

Tale a donne ed animali, piante, così pontifica il padrone.

Le donne invero possono essere portatrici di anima, non la loro, ma quella derivante da una compilazione di punti salienti ad uso e consumo di punti di vista di anime di uomini.

Stile abito e manichino di vimini alla Diderot.

Ma, dicevo, il servo perfetto non possiede anima. Non soffre mai veramente, se non quando deve compiacere il padrone per una punizione da lui elargita.

Il servo perfetto non ha desideri propri, ma quelli che il padrone pensa ch’egli debba avere per necessità mercantile od ignoranza ontologica.

Il fatto poi, dicevo, che la donna abbia, a volte, un’anima posticcia che rivesta la sua gabbia non la esime dall’essere esclusa dalla servitù: esemplarmente spesso la si può trovare anche a capo di un governo o di un ente internazionale. Risultano essere i servi migliori.

Il servo perfetto non gioisce mai veramente tranne quando deve compiacere il padrone.

Chiaro che tutto deve essere fatto dal servo per compiacere il padrone, amare e odiare pur anco.

E siccome il padrone nella sua infinita e cristallina mente perfetta qual diamante scintillante tra i mille petali rosa di loto si compiace egli stesso per la propria indulgenza sottile come filo di seta appena filato di scagliare, per gioco appunto, lïlā, il proprio magnanimo odio sui servitori e quelli, allora, i servi perfetti dunque, di buon grado accogliendo l’incommensurabile richiesta del loro numinoso padrone non possono che far sgorgare dalle proprie viscere, in risposta alla ineludibile chiamata, il più bestiale odio gratuito contro se stessi in un pogrom di violenza e distruzione catastrofica crescente, arrivando perfino ad uccidere i propri figli nel fervente slancio compassionevole di compiacere il santo padrone.

Ma, direte voi, come può il servo perfetto che non possiede anima poter odiare con tutta l’anima?

Ma perché purtroppo il servo perfetto non esiste ancora. Il padrone da alcuni millenni tenta di selezionare solo i capi migliori da far figliare servi sempre migliori, ma la razza umana è più bastarda di quella canina o bovina… Qualcosa tende a permanere, a tornare come la sgradevole impressione di aver commesso un errore alla sera di festa del giorno prima, un errore che, se ricordato, potrebbe tornare molto utile nei giorni a venire… Dei grumetti di anima quindi, non si sa se riformatesi o mai raschiati via bene dall’utero comune della coscienza, fanno mantenere al servo un minimo percepire basale di funzionalità destinate dal padrone ad essere prerogative dello stesso padrone come l’amore, la rabbia, l’odio, l’amicizia, la volontà, il desiderio, la libertà ( perché, ricordiamolo sempre, il padrone è sempre e comunque un essere umano al pari del servo, anche se ,tragicamente, sia convinto del contrario )

Codesti barlumi di vita aggrappati ai tessuti coscenziali come polipetti alle corde vocali forse sono i migliori amici del padrone.

Di fatto rendono un servizio pari a quello dei neuroni a specchio rendendo ancora possibile una attività mimetica preconscia del servo nei confronti del padrone.

Probabilmente eliminando del tutto queste incrostazioni sentimental/emozionali si renderebbe il servo un essere totalmente autistico, inservibile e ingovernabile.

Al contrario se si volessero coltivare queste ostinate colonie staminali, memoria metastorica del genere umano, si otterrebbe un effetto di crescita della coscienza, del reame affettivo/emozionale e dell’oscuro ma fondamentale regno dell’inconscio e dell’istinto, che renderebbe impraticabile la dottrina socioeconomica del padrone sul servo.

Perché una volta appurata la pienezza o la prospettiva di una pienezza come esseri umani è impossibile accettare i dorati ceppi padronali della sub/umanità.

L’unica lista buona è quella della spesa (se ti rimangono dei soldi per farla).

In breve, inutile dilungarsi su particolari inutili, queste saranno le peggiori elezioni che si siano svolte in Italia. Almeno per ora, ma nel fututo potremmo vederne anche di peggio.
Nessuno dei vari schieramenti si prende la briga di accennare almeno uno straccio di programma… una idea appena un po’ brillante. C’è poco da essere brillanti: qui regnano le tenebre. A parte il no alla Montiana medicina made in Bruxell del PdL tutto tace. Ma trovo perfino ripugnante combinare i tasti per scriverlo… PdL… puah! Per fare uno schieramento vincente si dovranno fare tanti salti mortali unendo i più disparati pezzi e toppe che uscirà un governo comunque a la Frankenstein (da leggere alla francese). E l’inizio dell’avvitamento del Pil è appena iniziato… il prossimo anno sarà peggio e il prossimo ancora peggio… Chi vince si dovrà accollarsi il tracollo di questa ex-florida nazione. Intanto come andrà per il Movimento 5 stelle, dove chi si presenta sono gli spettri dell’uomo-qualunque-che-ti-abita-accanto, stile quello  che normalmente rende la riunione di condominio una seduta di psicoterapia di gruppo finita male? E l’avete sentito quell’odore di sagrestia vintage da canonica di paese del Pd? Legno vecchio, cera e incenso misto al coniglio alla cacciatora della perpetua? E la Lega che dopo aver fottuto a sangue i suoi sostenitori fa la verginella con ancora lo strap-on che penzola tra le gambe? E Casini & Co. che vogliono (come da slogan) difendere le famiglie? Le loro ovviamente. Che spettacolo deprimente… manco ai tempi dell’arco costituzionale ho visto roba così degenerata. E intanto sui media the show goes on…

Anno nuovo… post vecchio

Due anni fa scrissi un post che, non so per quale motivo, non pubblicai. Visto che in realtà copre benissimo la situazione attuale ( perché, signori miei, il problema è sempre lo stesso, ma non se ne parla mai ) lo rimetto in lettura adesso, buon anno a tutti.

New year tale

AUGURI :*

Dopo aver tentato inutilmente a causa di notevoli sfighe varie di cambiare, direi rinnovare (termine ora assai in voga), il blog e accedere a nuove features che mi solleticavano un minimo di creatività eccomi qui esattamente al punto di partenza ma con il solito anno in più sulle spalle.
Ho fatto decisamente fiasco anche stavolta.
Chiudo l’anno in bellezza  ricordando, a parte una nottata eccezionale di metà novembre, un vasto deserto di nulla, niente e varie waste lands noiose e frigide. Vale la pena essere costretti ad ingoiare noia per 364 giorni per vomitare gloria un solo giorno?
Boh?

Non ho più una vita, nessuna speranza, nessun posto dove possa sentirmi soddisfatto con me stesso in relazione agli altri. sento attorno a me solo sifoni che mi succhiano via l’energia vitale… e quel riflesso nello specchio che evito tutte le mattine non so neanche chi sia più. Sono abitato da un estraneo che che non ho più la forza di cacciare. Sono perduto, non ho più un’anima… sono già morto.

Auguri a tutti, nessuno escluso.

Il Tempo e la Necessità

Questo blog ha i giorni contati. Ormai è asfittico, manca l’aria tra le righe boccheggianti. Non ha più alcun senso, alcuna utilità non mi rappresenta più, non rappresenta più niente, non procede più da nessuno stato d’animo sentito. E’ una secca insidiosa, un amore passato dall’aroma attraente di melanconia decomposta: attira solo le mosche che la mia mente crea ai margini della sua stasi. Basta, è ora di farla finita. Non si può vivere di ricordi in attesa di un nuovo innamoramento… la volontà del desiderio deve riempire d’ossigeno i polmoni, arrossare il sangue marcio ossidato… almeno fintantoché c’è un cuore che ancora si degna di battere alle sue sorgenti.

Dieci miti da sfatare sul Capitalismo

Myth 1. Under capitalism, anyone who works hard can become rich

The capitalist system will automatically provide wealth to hard-working individuals. Workers unconsciously formed an illusory hope, but if it does not come to fruition, they will be blaming themselves only. In fact, under capitalism, the probability of success, regardless how much you may have worked, is the same as in a lottery. Wealth, with rare exceptions, is not created by hard work, but is a result of fraud and lack of remorse for those who have greater influence and power. It is a myth that success is the result of hard work and, combined with luck and a good dose of faith, depends on the ability to engage in entrepreneurial activity and level of competitiveness. This myth creates the followers of the system who support it. Religion, especially Protestant, works to support this myth as well.

Myth 2. Capitalism creates wealth and prosperity for all

Wealth, accumulated in the hands of a minority, sooner or later will be redistributed among all. The goal is to enable the employer to accumulate wealth without asking questions. At the same time the hope is maintained that sooner or later workers will be rewarded for their work and dedication. In fact, even Marx concluded that the ultimate goal of capitalism is not the distribution of wealth but its accumulation and concentration. The widening gap between the rich and the poor in recent decades, especially after the establishment of the rule of neo-liberalism, has proven the opposite. This myth has been one of the most common during the phase of “social welfare” of the postwar period, and its main task was the destruction of the socialist countries.

Myth 3. We are all in the same boat

Capitalist society has no classes, therefore the responsibility for the failures and crises also lies on all and everyone has to pay. The goal is to create a guilt complex for workers, allowing capitalists to increase revenues and pass expenditures onto the people. In fact, the responsibility lies entirely on the elite consisting of billionaires who support the government and are supported by it, and have always enjoyed great privileges in taxation, tenders, financial speculation, offshore, nepotism, etc. This myth is implanted by the elites to avoid responsibility for the plight of the people and oblige them to pay for the elite’s mistakes.

Myth 4. Capitalism means freedom

True freedom is only achieved under capitalism with the help of the so-called “market self-regulation.” The goal is to create something similar to a religion of capitalism, where everything is taken as is, and deny people the right to participate in making macroeconomic decisions. Indeed, the freedom in decision-making is the ultimate freedom, but it is only enjoyed by a narrow circle of powerful individuals, not the people, and not even the government agencies. During summits and forums, in the narrow circles behind closed doors, the heads of large companies, banks and multinational corporations make major financial and economic decisions of strategic nature. The markets, therefore, are not self-regulating, they are being manipulated. This myth has been used to justify interference in the internal affairs of non-capitalist countries, based on the assumption that they have no freedom, but have rules.

Myth 5. Capitalism means democracy

Democracy can only exist under capitalism. This myth, which smoothly follows from the previous one, was created in order to prevent the discussion of other models of social order. It is argued that they are all dictatorships. Capitalism is assigned such concepts as freedom and democracy, while their meaning is distorted. In fact, society is divided into classes and the rich, being ultra-minority, dominate over all others. This capitalist “democracy” is nothing but a disguised dictatorship, and “democratic reforms” are processes opposite to progress. As the previous myth, this one also serves as an excuse to criticize and attack non-capitalist countries.

Myth 6. Election is a synonym of democracy

Election is synonymous with democracy. The goal is to denigrate or demonize other systems and prevent a discussion of political and electoral systems where leaders are determined through non-bourgeois elections, for example, on the virtue of age, experience, or popularity of candidates. In fact, it is the capitalist system that manipulates and bribes, where a vote is a conditional term, and election is only a formal act. The mere fact that the elections are always won by representatives of the bourgeois minority makes them unrepresentative. The myth that bourgeois elections guarantee presence of democracy is one of the most entrenched, and even some left-wing parties and forces believe it.

Myth 7. Alternating parties in office is the same as having an alternative

Bourgeois parties that periodically alternate in power have alternative platforms. The goal is to perpetuate the capitalist system within the dominant class, feeding the myth that democracy is reduced to the election. In fact, it is obvious that two-party or multiparty parliamentary system is a one-party system. These are two or more factions of one political force, they alternate, mimicking the party with an alternative policy. People always choose an agent of the system, being sure that this is not what they are doing. The myth that bourgeois parties have different platforms and are even oppositional, is one of the most important, it is constantly discussed to make the capitalist system work.

Myth 8. The elected politician represents the people and can therefore decide for them

The politician was granted authority by the people, and can rule at will. The purpose of this myth is to feed the people with empty promises and hide the real measures that will be implemented in practice. In fact, the elected leader does not fulfill that promise, or, worse, starts to implement undeclared measures, often conflicting and even contradicting the original Constitution. Often such politicians elected by an active minority in the middle of the mandate reach their minimum popularity. In these cases, the loss of representation does not lead to a change of the politician through constitutional means, but by contrast, leads to the degeneration of capitalist democracy in the real or disguised dictatorship. The systematic practice of falsification of democracy under capitalism is one of the reasons for the increasing number of people who do not go to the elections.

Myth 9. There is no alternative to capitalism

Capitalism is not perfect, but it is the only possible economic and political system, and therefore the most appropriate one. The goal is to eliminate the study and promotion of other systems and eliminate competition using all possible means, including force. In reality, there are other political and economic systems, and the most known is scientific socialism. Even within the framework of capitalism, there are versions of the South American “democratic socialism” or European “socialist capitalism”. This myth is intended to intimidate people, to prevent the discussion of alternatives to capitalism and ensure unanimity.

Myth 10. Savings generate wealth

The economic crisis is caused by the excess of employee benefits. If they are removed, the government will save and the country will become rich. The goal is to shift the liability for capitalist debt payment onto the public sector, including the retirees. Another goal is to make people accept poverty, arguing that it is temporary. It is also intended to facilitate the privatization of the public sector. People are being convinced that savings are the “salvation” without mentioning that it achieved through the privatization of the most profitable sectors whose future earnings will be lost. This policy leads to a decrease in state revenue and reduction of benefits, pensions and benefits.

Guilherme Alves Coelho

… il problema non è la caduta.

E ci tengo a sottolineare che il peggio sta già accadendo qui e ora. Come in Argentina il modo di fare è lo stesso. Ora in Val di Susa delle forze di occupazione paramilitari stanno sciamando nella valle travolgendo tutto ciò che incontrano. Se questo è il senso che date alla parola paese democratico allora dovete avere avuto un pessimo sussidiario alle elementari e una maestra psicopatica.

Un applauso sfottente ai mentitori prezzolati de la vermine fasciste de la Republique, che ormai ha superato Libero ed il Giornale nel ruzzolare nella scarpata a favore dell’attuale regime dittatoriale. Ma ormai era parecchio tempo che li avevo tanati.

L’irruzione a Radio Black Out di poco fa conferma quello che sto dicendo.

Benvenuti all’Inferno.

perché il vero problema è l’atterraggio…