democrazia e proibizionismo

“La Democrazia è una forma di governo piuttosto goffa, ma è la migliore che io conosca.”

Diciamo che si può concordare come punto di partenza con questa frase di Churchill, ricordando che la magia della Democrazia funziona fintanto che esiste dialogo e compartecipazione tra le varie parti sociali, tra le varie posizioni riguardo le possibili visioni del mondo all’interno della popolazione. l’aspetto legislativo dovrebbe quindi essere la risultante delle varie tendenze, in modo da non creare fratture troppo laceranti nel tessuto sociale.
Inutile dire che in questo momento storico italiano siamo ormai ben al di là della Democrazia. Democrazia non vuol dire affatto che ci si possa fregiare di questo nome semplicemente perché si tengono delle elezioni. Visto che poco meno della metà popolazione italiana è totalmente succube di poco più dell’altra metà, o meglio, da una piccola elite che ha abbindolato una grossa fetta dell’elettorato, spiegatemi voi dov’è il senso della Democrazia… e questo senza scendere in particolari su come siano stati “acquistati” i voti in alcune zone della penisola. O di come quell’oggetto che più o meno ogni casa italiana possiede, anche in plurima copia, chiamato televisore sia stato riconosciuto ormai da molti decenni portatore di una sorta di dipendenza e distorsione della realtà e che guarda caso sia l’arma con cui si sia creato e si difenda l’odierno status quo.
Negli anni trenta Brecht scrisse un saggio sulla radio e della sua possibilità strategica di disinformazione di massa. Il Nazismo usò la radio come strumento di eccellenza per la costruzione della sua Verità. La televisione, con l’aiuto dell’immagine insito nella sua struttura, ha un potenziale immensamente maggiore. E tutti noi oggi possiamo vederne i frutti quotidianamente. Questo è stato il primo golpe in cui l’esercito e la polizia vengono chiamati in causa dopo che sia avvenuto. il golpe infatti prima c’è stato nelle menti della gente, poi per le strade.

In verità io volevo parlare di altro, ma puntualizzare la situazione non fa mai male. Così come il continuo riferimento al concetto di Libertà testimonia, come una excusatio non petita, la totale mancanza di questa dietro allo schermo di paillettes e di cerone di questa “politica”. Se vi prendete la salutare briga di andarvi a rivedere Easy Rider (il film di Hopper e Fonda) e di ascoltare ciò che dice il personaggio di Jack Nicholson attorno al fuoco prima che lo uccidano: se ancora avete un minimo di corteccia cerebrale funzionante non potrete che rabbrividire…

In realtà volevo parlare di Proibizionismo… spesso il proibizionismo è una forma maniacale di controllo, altre volte è anche una connivenza con chi gestisce il mercato relativo alla merce proibita. Difatto una merce proibita vale di più di una che non lo sia. Proibire qualcosa fa si che dopo si debba costruire tutto un sistema e delle strutture attorno per “gestire il problema” con giro relativo di soldi e potere. Proibire fa guadagnare soldi ed importanza. però prima bisogna crearlo, il problema… a crearlo ci pensò un certo Hoover negli USA tanti anni fa, visto che il poribizionismo sull’alcol era finito e per mandare avanti la baracca ci voleva qualcos’altro. Le cose proibite acquistano tutte un sapore particolare… qui stiamo parlando ovviamente di Cannabis, il problema con le altre droghe è sicuramente diverso: con le sostanze che necessitano di un passaggio in laboratorio è tutta un’altra storia (e in queste io metterei anche l’alcol).
Fin dall’alto Medioevo il consumo di Erba nel mondo arabo venne spesso considerato in numerosi scritti; a volte con tolleranza a volte con preoccupazione, ma non venne mai proibito… con la complicità di Maometto che segnalò l’alcol come da bandire e non l’Erba (anche se sicuramente la conosceva). In India ha perfino un alone di sacralità, visto che è sacra a Shiva. In Cina (ma non oggi) era conosciuta per le sue doti terapeutiche e dal punto di vista ricreazionale veniva messa sullo stesso piano dell’alcol… e insomma chi più ne ha ne metta. Quasi solo in occidente e nell’ultimo secolo viene vista così di malocchio da essere bandita. E grazie, ci si guadagna poco o niente, visto che te la potresti coltivare senza nessun problema a casa… ovvero niente mafie, niente attività malavitose di sorta, nessuno che ci guadagna… questo è il vero problema. Connivenza e mancato gudagno, ecco il problema.
Ma in Italia c’è anche un’altro risvolto che va considerato rispetto alla Cannabis: l’aspetto politico.
ovvero l’area di riferimento politico dei consumatori di Cannabis, che è storicamente di sinistra e questo al potere è un regime di destra… quale sistema più “legale” per perseguitare i “nemici politici” che inasprire le leggi contro di loro appoggiandosi all’altare del Proibizionismo?
Fumi?  Sei fuori-legge, chi è fuori-legge è un criminale. Ed io ti punisco. Poco importa ad esempio che i consumatori di cannabis abbiano meno incidenti stradali dei cosidetti “normali” e che siano notoriamente meno aggressivi dei sempre cosidetti “normali”.

E qui apro una pagina (per ora sotto costruzione) su questo annoso, nonché penoso, argomento:
IL MIRAGGIO DELLA NORMALITÀ

Ricordatevi la “guerra” senza (presunto) quartiere della DEA alle droghe e il commercio parallelo della CIA di armi in contraccambio di Cocaina dal centro e sudamerica che è andato avanti per buoni trent’anni… non lo trovate un po’ grottesco? E lo stesso valgasi per l’eroina dall’Afghanistan… non sarà un caso che proprio le due sostanze stupefacenti più problematiche per il consumatore e col maggior guadagno possibile siano indirettamente state gestite dagli USA?
Mah, e nel frattempo il Messico quest’anno ha deciso di depenalizzare l’uso della Cannabis. Tié!

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