il racket dell’esistente

ops… la televisione è sparita… non potrei che gioirne, ma vista la situazione mi sempre più che altro la solita truffa di stato in grande stile. visto che di truffatori si parla… sai, si diceva,metteresti una faina a badare alle galline? questa storia del cambio di banda di trasmissione dei dati televisivi era stata pubblicizzata? mah… accattatevi il decoder e tutto andrà bene! sé… che pesca miracolosa di pescetti abbocconi! poveri imbecilli.

ma si sa, che tutto vada bene è una parola d’Ordine (pubblico), siamo un paese ormai in lizza per rientrare a stento nel secondo Mondo ma il praticello davanti al Colosseo sia immacolato! i muri bianchi, come la fedina penale dei bancarottieri e dei ladri in giacca e cravatta (e auto blu con scorta), ma si massacri a morte di botte dai prodi tutori dell’Ordine il pericoloso criminale trovato con due canne in tasca! E si riverisca con larghi inchini il killer della Mafia ed il suo Padrone (d’altronde tiene famiglia anche il il prode tutore dell’Ordine, perciò non si sa mai…) e stendiamo guide rosse al loro passaggio!

Madonna che politiche innovative nel campo poi dell’energia! siamo all’avanguardia! perfino la strategia economica della Tanzania e dell’Algeria sono anni luce più avanti di noi… e non sto scherzando, andatevele a vedere. Siamo all’avanguardia più o meno se fossimo nei primi anni cinquanta dello scorso secolo. stupendo! ah, che grande paese il nostro! che classe dirigente illuminata! c’è veramente da fidarsi e da fare sonni tranquilli! quindi niente banda larga per il web, ricompratevi le antenne per vedere il digitale terrestre e pace fatta. Ovviamente non sta bene chiedere di tutti i soldi stanziati per la spesa militare che nel giro di qualche anno si è impennata vertiginosamente. i “nostri ragazzi”… così scouttisticamenti impegnati nei soliti democraticizzanti spargimenti di sangue in giro per il mondo… però qui si difende la vita, eh! ricordatevelo! e giù le mani dal crocefisso o il Vaticano ci nega i suoi benedetti voti! e le notizie siano solo accattivanti incensamenti a come saggiamente sia amministrata la Cosa (loro) Pubblica! e crei solo paure ed emergenze per raccogliere le terrorizzate pecorelle sotto l’ala di piombo mamma-stato-pugno-di ferro… che poi è la scappatoia triste di chi non sa governare, di chi non sa vivere, di chi non sa amare, di chi non sa sognare, di chi non sa… di chi sa solo sfruttare o essere sfruttato, di chi pensa male degli altri perché pensa male di se stesso… di chi tout court pensa male.
Paese di sacrestie olezzanti di muffa e incenso, di cani lecchini pieni d’orgoglio per il proprio ruolo sociale, di luoghi comuni cinici ed inquietanti, di antichi detti tipo ” Franza o Spagna purché se magna”; di politici “nuovi” sempre più vecchi e incartapecoriti, supini a Poteri sempre più involuti e contorti, dediti al culto di Mammon e seguiti da schiere di adepti piccolo-borghesi pronti a spazzolare le briciole cadute dal tavolo della Santa Mensa Perenne tra un salmo e l’altro, ignoranti boriosi ignavi e tronfi di sé come tacchini alla vigilia del giorno del Ringraziamento…

Ma tutto va bene, tutti i conflitti di interesse si risolveranno da soli, così, per magia spontanea… le scorte mondiali di uranio miracolosamente non finiranno tra meno di ottanta anni come previsto e le scorie radiattive si scoprirà essere diventate per volontà divina petali olezzanti di rosa con i quali rellegrare sagre paesane in debito di ossigeno. e sempre incredibilmente l’acqua privatizzata sgorgherà raddoppiata e costerà sempre di meno all’utente che ringrazierà con palate di voti i benefattori mentre l’impatto ambientale della TAV sarà solo un lontano ricordo.

amen

tanti anni fa scrissi ’sta cosa, la ripropongo ora anche perché non ne cambierei una sola virgola (ammettendo che ci fossero).

J’ai plus de souvenirs que si j’avai mill’ans

tra i noduli della memoria
si celano sempre
cancri di silenzio
neoplasie di desiderio
sarcomi di solitudine
avvinghiati al girasole dell’essere
la nostra rabbia ingoiata
si deposita in cristalli di metastasi
in quest’era tumorale di perfetti imbecilli
sicari di bambini e Cavalieri del lavoro altrui
stupratori di sogni e pornocrati irridenti
con la coscienza aurea altrove
in boomerang telematici
di disastri imminenti
frammenti di Dèi perversi
a negarti il seguito del serico frusciare dei pensieri
sul velluto emorrotico della tua anima ulcerosa
ed in quest’alba bianca d’acciaio
il caffè sa di polvere da sparo
il sapore del risveglio
è sangue

-Roma, 3 febbraio 1994-

Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

One Response for “il racket dell’esistente”

el

da leggere d-un fiato… prima che l-aria finisca… prima che anche la coscienza passi al digitale con l-apposito decoder frammentata in tanti canali tematici…

Leave a Reply